Racconto poliziesco

                                                                      L’enigma del cavaturacciolo

All’età di 16 anni mia madre mi suggerì di studiare Pulizia, strano,…. ma il nostro modo di parlare l’italiano / dialettale mi indusse a seguire il suo consiglio e così mi trasferii  a Roma per iscrivermi alla scuola di Polizia situata nei pressi del Foro Boario.

Dopo una settimana che mia madre non  aveva  ricevuto telefonate mi chiamò e mi chiese dove cavolo mi trovavo, le risposi con tutti i particolari del caso e lei  ribattè dicendomi che non avevo capito un bel niente poiché la sua idea riguardava esclusivamente la Pulizia della casa e non di Roma………capitale,  che proprio per questo problema aveva eletto un sindaco…donna.

Comunque , oramai ,mi trovavo in quella caserma e ci rimasi fino al diploma di agente indagatore.

Fu una bella esperienza e subito i miei superiori mi affidarono un caso di omicidio molto strano, non si trovava il morto, cioè la salma.

Che cavolo poteva essere successo ?

Domandai ai miei colleghi più esperti e alcuni mi risposero che , ultimamente, i parenti della vittime preferivano nascondere la salma piuttosto che affrontare le spese del funerale che in quella città era particolarmente impegnativo e cioè:

2.500 euro il fornetto

800 euro per i 4 portatori

1.800 euro per il trasporto con una Mercedes 6.000 cc con l’aria condizionata e il mangianastri

800 euro per i diritti di autore  riguardo al cartello che portava scritto – non fiori, ma buoni pasto -.

1.000  euro per la tangente alla società che si occupava di prenotare il feretro.

600 euro a 4 donne di mezza età che dovevano seguire il corteo funebre con schizzi di pianto tipo –Fontana di Trevi –

Altri 1.000 euro a degli sconosciuti che, durante la cerimonia religiosa, avrebbero letto i pizzini di esaltazione del morto.

Circa 2.500 per i vestiti a lutto per i congiunti, i veli per il capo delle donne, le scarpe di cuoio, e i vestitini da funerale per i bambini.

Infine 3.000 euro per la cassa di nobile legno compensato e fodere di Satin, comperate da –-Humana –

roba da matti !!! totale spese ? 14.000  euro ,quasi un umile T.F.R.

Comunque quel caso volevo risolverlo, soprattutto per raccontarlo a mia madre che nel frattempo era molto arrabbiata nei miei confronti, perché ogni settimana doveva pagare circa 50 euro ogni volta che una signora , dell’europa dell’est, andava, per due ore,  a passare l’aspirapolvere nel suo appartamento di 45 metri quadrati..al terzo piano…..senza ascensore……lo scorrimano delle scale arrugginito e tagliente…….la fioca luce, per le scale, veniva da una finestra interna di un appartamento il cui proprietario era un collezionista delle penne nere degli alpini, …non c’era mai…..faceva escursioni sulle montagne del Carso….portava a casa tante penne nere……..l’ultima volta era stato acciuffato da un Carsico che , deluso dalla sconfitta dell’ Germania contro l’Italia,  gli aveva tirato nel sedere almeno una cinquantina di rigori.

Ma io ero sempre più determinato a risolvere quel caso.

Prima cosa ? Dovevo trovare la vittima e verificare se era morto.

In caso contrario avrei dovuto sostituire nei miei rapporti ,al capo ispettore, la parola vittima con la frase,- ..sarebbe meglio se fosse stato morto….sto scemo- !!

Cominciai con l’interrogatorio della moglie, donna giovane, disponibile, amante del nucleo…familiare, laureata in geologia e esperta conoscitrice dei referti archeologici.

L’ultima volta che lei vide suo marito fu prima che scomparisse……………………………………………………………..

Lo descriveva come un uomo tutto di un pezzo, non era solito uscire di casa dopocena, in qualche raro caso partecipava al programma tv – chi l’ha visto ? –

Ma, in genere il loro era un menage tranquillo, come tante altre famiglie.

L’ISTAT pubblica che queste famiglie tarnquille sono circa lo 0,60% del continente euroasiatico, un’enormità|||||

Chiesi alla moglie se andasse d’accordo con suo marito, lei rispose che entrambi, qualche volta, suonavano insieme il pianoforte.

L’ultima domanda che le feci era riguardo alle sue frequentazioni; lei mi rispose che il marito era iscritto al club –Amanti dello Spumante –

Mi feci dare l’indirizzo di questo club, poi la rilasciai.

Ero soddisfatto di come non era andata.

Il giorno dopo decisi di recarmi al club – Amanti dello Spumante – per trovare indizi  o prove utili per il caso.

Il locale non si trovava in un seminterrato, non aveva un guardiano armato alla porta, le luci non erano soffuse, il barista non ti guardava con fare sospetto, l’unica cosa insolita era un dee-yai che girava un disco di G. Verdi, il Trovatore, che fosse un indizio ?

Provai a chiedere al barista se avesse conosciuto la vittima , che si chiamava Mario Rossi e quando lo avesse visto per l’ultima volta, il barista fece un cenno ad un gruppo di persone sedute in un tavolo lì vicino, erano cinque, due donne e tre uomini, i quali si presentarono:  i tre uomini si chiamavano Mario Rossi e le due donne Maria Rossi, chiesi il perché di questa strana coincidenza e loro risposero che all’atto della nascita l’ufficio anagrafe del loro paese si era finito l’elenco dei santi da utilizzare e così, in attesa che qualcuno morisse per sostituire il suo nome……………………insomma, sapete come sono gli uffici comunali,……dopo circa trent’anni i cinque avventori del club si chiamavano ancora tutti così.

Raccontai loro la storia del probabile omicidio senza il corpo della vittima e feci vedere loro la foto del marito scomparso che  la moglie mi aveva dato.

La foto proveniva dalla patente del marito, la nuova patente tipo tesserino con la foto formato –mignon- che la moglie aveva ingrandito a 300 volte perché si potesse vedere meglio, ma l’esagerato ingrandimento aveva prodotto alcune anomalie sul viso del nostro introvabile personaggio.

Innanzitutto si notava che l’occhio sinistro era stato operato di cataratta, e sul bulbo oculare si notava una parte del preventivo che il chirurgo gli aveva sottoposto.

Nel lobo dell’orecchio destro ,invece,  brillava un orecchino…..molto strano, penso io….ma comunque non aveva figli.

La bocca era semi aperta e alcune bollicine uscivano curiose verso il mondo della Brexit.

Sul mento si vedevano molti peli di barba non rasata perfettamente e , tra i peli, con un po’ di pazienza , si potevano notare piccoli frammenti della buccia di un –Avocado-, segno che il nostro personaggio era  laureato.

In sintesi, la foto ritraeva un uomo triste; somigliantissimo a molti di quelli che avevano comperato obbligazioni subordinate…………….mah !.

Cosa poteva essere successo ?

Una delle ragazze mi confesso che dieci giorni prima  il signore di quella foto era nel locale,  insieme a loro,  a festeggiare il 50^ della nascita del club –Amanti dello Spumante.

Avevano cenato insieme ad altri cinquanta soci, avevano tutti bevuto……abbastanza e alla fine era successo un fatto insolito; il cuoco , che aveva preparato tutta la cena,  si era a avvicinato a loro per festeggiare l’evento; portava una bottiglia di ottimo spumante e un cavaturaccioli inserito nel tappo, comincio ad estrarre il tappo, ma proprio all’ultimo l’orologio del bar suonò la mezzanotte e fuori cominciarono i fuochi d’artificio

Proprio in quel momento il cuoco si giro di scatto e lasciò la bottiglia sul tavolo, ma mentre i fuochi aumentavano di rumore il nostro personaggio cercò di aprire la bottiglia, ma non fece in tempo perché , il cavaturaccioli e il tappo si schiantarono sulla sua fronte.

L’uomo scivolò piano piano sul tavolo, la testa appena appogiata, il viso sereno, la bottiglia che versava liquido sul pavimento sotto di lui, e la festa continuava.

Il mattino dopo alle ore 4 iniziarono le pulizie del locale, se ne occupava il cuoco che, ad un certo punto, vide quest’uomo appoggiato al tavolo che sembrava dormisse, ma l’acqua ( lo spumante ) sotto le sue gambe , lo convinse che era un ubriaco tanto che pensò…… se le è fatta addosso, che schifo !.

L’uomo in terra non poteva restare lì, il cuoco lo sollevò, lo trascinò fuori del locale e poi se andò a compiere il suo lavoro.

Dopo alcune ore passò il camion della raccolta differenziata, raccolse anche l’uomo chè tanto lo avrebbero lasciato davanti al pronto soccorso dell’ospedale, ………………. Poi se ne dimenticarono……………… erano anche loro reduci da una festa molto alcolica.

Va bene….fin qui tutto male ! adesso comincia la parte finale che vede protagonisti:

la vittima

il cuoco

l’autista del camion comunale

ufficio delle entrate ..( ..tanto c’è sempre )

e un libro galeotto….intitolato..date retta.it

 

La moglie della vittima stava per chiudere le sue indagini !!!!! Tanto si sarebbe ciucciata tutta la reversibilità del marito ..per spiegarci meglio…..

Il marito non era un pensionato…no….ma di notte russava e la moglie doveva chiedergli, molto spesso….Mario ! Girati dall’altra parte che stai russando !!

Adesso avrete capito il significato di –reversibilità-.

Ritorniamo al processo. Dopo tre mesi di ricerche arrivò una segnalazione anonima in caserma attraverso una telefonata che l’agente al centralino passò inavvertitamente a me invece che al capo ispettore……in quel momento stavano passando le catturande della notte e allora l’agente che le vedeva passare,,,,insomma..si era distratto.

Al telefono ascoltai una voce , sicuramente truccata, che mi consigliava di andare a vaffanculo……… e’ una battuta !!

Insomma la voce mi diceva di seguire la moglie e avrei trovato il marito.

 

Continua….

 

 

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